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Documentazione

Il contenuto di questo sito è costituito appunto dalla documentazione di aspetti salienti della ricerca/azione del gruppo Appassionata Mente. Documentazione che all’inizio ha avuto la funzione di fare da memoria e da specchio che accompagnasse il percorso formativo del Gruppo rendendolo leggibile e dunque perfezionabile. Crescendo e trasformandosi, prendendo forma come fa la materia viva, da un certo momento in poi la documentazione è apparsa anche come uno strumento di comunicazione, utile nel contatto con nuove presenze interessate alla ricerca, nel confronto con altre realtà formative, nei Convegni. Anche in questa seconda fase, tuttavia, non sembrava che la documentazione potesse diventare autonoma staccandosi dalla tutela di chi, essendone partecipe e artefice, sembrava dovesse esser sempre pronto a soccorrere l’interlocutore o il pubblico aggiungendo a voce spiegazioni, chiarendo passaggi, introducendo a latere aspetti attinenti ma in quel momento non esplicitamente contemplati. Quando però si è fatta più evidente la struttura dell’ipertesto entro la quale il materiale sembrava allocarsi come dentro un suo guscio congeniale, allora il fatto di poter fare largo ricorso ai link per spiegare, approfondire, rimandare ad altre parti della documentazione stessa, allora è apparsa possibile la creazione di un sito ed è sembrato che la documentazione potesse da sola avventurarvisi, specie se a tutelarne la possibilità di riscontri, si fosse provveduto a permettere ai visitatori che lo avessero desiderato, di inviare via mail critiche, commenti, suggerimenti. Ma per fare questo passo occorreva accettare un fisiologico non finito. Non soltanto perché una ricerca/azione tuttora in progress non ha un punto di arresto programmabile, ma anche perché il suo carattere ricorsivo e retroattivo rende potenzialmente incompiuta ogni parte, in quanto sempre suscettibile di venir rivista, estesa, sostituita, approfondita, e soprattutto diversamente collegata al resto e alle teorie che la sottendono… Accettare di mandare in onda un materiale la cui natura appare metamorfica non è il massimo di rassicurazione per chi come noi, per età e per storia personale, dovrebbe avere come riferimento ideale non la rete ma il libro. E tuttavia forse è proprio vero che ogni materia tende a una forma. E la documentazione del nostro lavoro tende fortemente alla forma della Presentazione e dell’Ipertesto. Come avremmo infatti potuto fare a meno delle immagini, o accontentarci di quelle poche che un libro consente? E come può un libro dar conto della irrinunciabile configurazione labirintica che la materia della nostra ricerca ha assunto, in qualche modo senza che fosse stata preordinata? A posteriori si può comprende come questa struttura sia una possibile conseguenza della scelta, questa sì del tutto consapevole, di accettare le ripetizioni, anzi di utilizzarle proprio per evitare di specificare troppo estesamente e rigorosamente concetti a volte impervi. Come accade nella vita stessa, l’incontrare infatti in contesti diversi un’espressione, una citazione, una spiegazione chiarisce i loro prismatici significati più che se ci si fosse accaniti ad esplicitarli in modo dichiarativo una volta per tutte. E’ così, dunque, che questa documentazione ha preso in più punti una forma a scatole cinesi, dove però non necessariamente, anzi quasi mai si incontra il fondo, anche perché accanto ad ogni parola fine fa capolino un malizioso interrogativo che certamente sottrae ogni sicurezza di esser davvero arrivati a un qualche approdo conclusivo. Non si tratta di un vezzo o di una strategia da scrittori di gialli ben allenati a fomentare la suspense: si tratta di una verità necessaria, perché ogni nuovo passo della ricerca/azione ne implica altri aprendo nuove biforcazioni percorribili. Come se quel punto interrogativo posto accanto alla parola fine fosse in realtà un invito al visitatore che gli chiedesse: <Vieni anche tu?>, <Andiamo?>, <Dove andiamo?>.

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